Limite di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato

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Il Ministero della Giustizia ha abbassato la soglia di reddito per ottenere il gratuito patrocinio, la misura cioè che consente a qualsiasi cittadino di nominare un avvocato di propria fiducia, scelto in appositi elenchi conservati dall’Ordine locale, senza però doverlo pagare; la parcella del professionista verrà liquidata, al termine del giudizio, dallo Stato. La legge prevede che ogni due anni venga aggiornato, in base al tasso di inflazione, il tetto sotto il quale si può accedere al beneficio in questione. Per effetto di tali aggiornamenti, il limite di reddito del gratuito patrocinio per il 2018 scende di qualche decina di euro.

Per effetto dell’adeguamento all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, (che è stato pari allo 0,3%) il limite di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nel 2018 passa infatti da 11.528,41 euro a 11.493,82 euro. Solo chi non supera questa soglia può essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato.

Per calcolare il rispetto del tetto però non bisogna considerare solo il reddito del richiedente ma anche quello di familiari conviventi (coniugi, figli, genitori) a meno che la causa non sia proprio rivolta contro uno di loro, nel qual caso i redditi non si sommano (si pensi a una causa di separazione tra marito e moglie).

Chi è fiscalmente a carico di un’altra persona (ad esempio un genitore) ma non convive con questa non deve sommare il proprio reddito a quello del familiare per poter accedere al gratuito patrocinio; si tiene in tal caso conto solo del reddito dell’interessato al beneficio.

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